sabato 9 marzo 2013

Salami, arance, carciofi: nell'Italia della crisi boom di furti alimentari

Dai salami ai carciofi, dalle arance alle mimose, dalla legna da ardere per il riscaldamento a polli e tacchini, fino addirittura ai vasi di fiori del cimitero, con la crisi è boom di piccoli furti messi a segno per soddisfare anche i piu` elementari bisogni e le piu` tradizionali abitudini. E` quanto emerge da una analisi della Coldiretti nei primi mesi del 2013, che evidenzia il "segnale preoccupante che viene dal bilancio delle festività di fine anno in cui è salito alla cifra record di 689 milioni di euro il valore dei prodotti, alimentari e non, rubati nei supermercati" secondo una analisi della Coldiretti sullo studio condotto dal Centro di Ricerca per il Retail dalla quale si evidenzia un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell` anno precedente.
Più sfratti più furti alimentari - Un segno dei tempi in un Paese come l`Italia dove - sottolinea la Coldiretti - la spesa per l`alimentazione raggiunge quasi il 19% del totale ed è la seconda voce del budget familiare dopo l`abitazione. Se da una lato aumentano gli sfratti e le vendite di case all`asta, dall`altro le difficoltà economiche hanno modificato il profilo dei nuovi ladruncoli ed anche i loro obiettivi con la crescita di attenzione verso prodotti di base, a partire da quelli alimentari che spariscono dalle aziende agricole fino ai supermercati.
Leggi comunitarie inadatte, meglio i controlli italiani - Gli ottimi risultati dell`attività investigativa confermano - sostiene la Coldiretti - che tra Agenzie delle Dogane, Nas dei Carabinieri, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale e Carabinieri delle Politiche Agricole, Asl, ai quali si aggiunge l`attività degli organismi privati, l`Italia puo` contare sul primato comunitario in materia di scurezza alimentare grazie alla piu` estesa rete di controlli. Un impegno che va sostenuto - conclude la Coldiretti - stringendo le maglie troppo larghe della legislazione comunitaria con l`obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per garantire trasparenza negli scambi commerciali, agevolare l`attività ispettiva e difendere i consumatori ed i produttori dal rischio di frodi ed inganni.
 
09 marzo 2013
Redazione Tiscali

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