Questo è l'ennesimo bluff, pro Monti.
Fabio Martini per "la Stampa"
MERKEL-MONTI
MERKEL-MONTIGli
sherpa italiani avevano sommessamente consigliato la Cancelliera:
meglio evitare elogi troppo caldi a Mario Monti. Il presidente del
Consiglio voleva evitare un effetto-Merkel (confermando la vulgata che
lo vuole interprete acritico dei desiderata tedeschi) e la Cancelliera
ha mangiato la foglia: a differenza che nei precedenti incontri tenuti a
Berlino con Monti, i giornalisti non sono stati ospitati nell'area
conferenze stampa della Bundeskanzleramt ma in quella riservata agli
statement (dichiarazioni senza domande) e, soprattutto la Merkel ha
accreditato la versione di un Monti "antagonista" della Germania,
condendo il concetto con una successiva aggiunta, nella quale si è
confusa, usando termini imprecisi.
Testualmente ha detto che dall'impegno di Monti per difendere gli
interessi dell'Italia «ci sono anche problemi difficili, che dobbiamo
risolvere». Più tardi l'ambasciata tedesca a Roma ha diffuso la versione
ufficiale dello statement, correggendo l'originario «ci sono» con un
più corretto «ne conseguono».
IL SORRISO TRA ANGELA MERKEL E MARIO MONTI
Certo, la Cancelliera incappa spesso in espressioni non da purista e
quindi è impossibile stabilire se il piccolo impiccio verbale sia stato
determinato da un filo d'imbarazzo. Ed è altrettanto vero che la
trattativa in vista del vertice europeo si profila davvero difficile e
potenzialmente onerosa per l'Italia.
MERKEL MONTI Però
il messaggio che stava a cuore agli italiani alla fin fine è passato:
la Merkel ha accreditato l'immagine (oltretutto corrispondente al senso
dell'incontro) di un Monti difensore degli interessi nazionali e questo
interessava al Professore. Ben consapevole di quale sia l'essenza dei
suoi personali rapporti con Angela Merkel nell'arco degli ultimi 14
mesi: inizialmente la Cancelliera era stata decisamente sollevata
dall'epifania di Monti, che aveva salvato Italia e areaeuro, ma
successivamente la Merkel aveva dovuto fare i conti col crescente
protagonismo italiano, una dialettica culminata in un vero e proprio
incidente diplomatico col presidente del Consiglio, in coda al vertice
europeo che decise lo scudo anti-spread.
Merkel, Silvio Berlusconi, Mario Monti
Ma, al di là delle cautele messe in atto, l'incontro con la Merkel
può comunque determinare un "effetto", legato all'immagine non idilliaca
della Cancelliera presso l'opinione pubblica italiana? Nei principali
istituti di sondaggio, i responsabili non prendono in considerazione
l'argomento, con una risposta sostanzialmente convergente: «Novanta
secondi di immagine nei Tg della sera con le immagini di Monti e Merkel
non spostano un voto».
Sostiene Roberto Weber, leader di uno degli istituti più accreditati,
la triestina Swg: «Un evento di questo tipo non determina effetti
rilevanti per una serie di motivi. I fatti che spostano opinioni sono
soprattutto quelli che producono effetti mobilitanti nel proprio bacino
elettorale, riportando al voto elettori disillusi. Poi ci sono vicende,
come quella del Monte dei Paschi, che possono influire ma in questo caso
più come effetto depressivo su un elettorato.
Quanto allo spauracchio della Merkel, molto difficile che agitarlo
possa giovare al centrodestra, perché su quei temi lì chi dice le cose
meglio è Grillo». Ma è altrettanto vero che, come fa notare Fabrizio
Masia leader della Emg, che il grande equilibrio in diverse Regioni
potrebbe finire per moltiplicare l'effetto di suggestioni ben mirate:
«Un singolo episodio, come per esempio il più recente incontro svolto a
Berlino, molto difficilmente sposta voti, ma può invece andare a
collocarsi come tassello di un mosaico più grande. In altre parole, una
battuta felice e infelice o un incontro come quello Merkel-Monti possono
andarsi a sovrapporsi ad un giudizio sospeso e spostare opinioni.
Misurare in modo impressionistico il singolo fatto, ovviamente, è
impossibile».
VIGNETTA DELLA BILD - MERKEL VERSIONE SCROFA CHE ALLATTA I MAIALINI ITALIANI
2 - MA I TEDESCHI CI VEDONO MAIALINI CHE SUCCHIANO DALLA SCROFA ANGELA...
Da "Libero"
L'Italia dei professori è un maialino tricolore sorridente ai piedi
di Angela Merkel che allatta stancamente altri tre maialini famelici,
disegnati con i colori nazionali di Grecia, Portogallo e Spagna. A
Carnevale, ogni scherzo vale. Ma una buffonata così volgare, con la
cancelliera raffigurata come una scrofa («Muttersau ») adagiata con i
suoi porcellini accanto ad una mangiatoia piena di lingotti delle
riserve auree tedesche, nessuno poteva immaginarsela.
MERKEL SAMARAS
Tanto meno era immaginabile una simile scurrilità in occasione della
visita di Mario Monti nella capitale sulla Sprea. Ma la fantasia
mordente degli organizzatori del Carnevale di Colonia non conosce i
confini cerimoniosi della diplomazia e la scena architettata per la
prossima sfilata dei carri allegorici nella metropoli sul Reno è stata
squadernata a tutta pagina dalla Bild Zeitung proprio alla vigilia del
blitz berlinese di Mario Monti. Titolo del servizio: «I maialini
dell'Unione Europea succhiano la cancelliera ».
MARIANO RAJOY E ANGELA MERKEL«Sarà
il carro più nudo della sfilata del lunedì grasso», è l'informazione
che completa il titolo dell'articolo. Leggiamolo: «La cancelliera con i
quattro porcellini nei colori nazionali di greci, portoghesi, italiani e
spagnoli che ciucciano le tette strapiene di finanze!». Chissà come si
divertirà la folla della sfilata. Il Lunedì grasso di Colonia è un
evento di massa. Poi, nella penna dell'autore dell'articolo, sorge il
dubbio: «Perché Muttersau Merkel, un po' affaticata ma relativamente
soddisfatta, accetta la scena?». Punto a capo e risposta immediata della
Bild Zeitung: «Angie probabilmente sa che guadagnerà parecchio con le
iniezioni finanziarie ai maialini affamati. E al tempo stesso, vengono
fortemente sospinte le esportazioni tedesche».
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