Fonte: Histologion (blog)
Da
qualche mese Atene vive coperta da una fitta cappa di smog prodotto
dal fumo dei camini e delle stufe a legna. Non è un fenomeno solo
ateniese, ma di tutta la Grecia ( specie al Nord), le città sono avvolte
da un odore acre dei fumi della legna e della cenere, mischiati a
tutti i tipi di sostanze tossiche bruciate.
Questa
è una delle piaghe sociali arrivate in Grecia in questi ultimi anni, è
il risultato diretto dell’austerità selvaggia imposta dalla troika e dal
governo greco che non è mai stato capace di proteggere i suoi
cittadini.
La
troika ha chiesto, e il governo greco ha eseguito, aumentando le tasse
sul gasolio da riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli
edifici greci, portandolo allo stesso prezzo del gas-auto. Già il
prezzo di un litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto
d’Europa, nel rispetto degli ordini ricevuti dalla troika.
In
Grecia il prezzo del gas è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto
per l’aumento delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del
reddito medio reale del 40-50%, ha determinato una diminuzione delle
entrate fiscali sul gas per un miliardo e mezzo di euro.
Visto
che adesso il combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che
la maggior parte della gente non può permettersi (infatti se un
condominio non compra il combustibile per riscaldare il palazzo, ognuno
deve arrangiarsi per stare al caldo). Il crollo del consumo è sceso
fino all’80%. Quindi quasi tutti hanno docuto trovare alternative al
riscaldamento centrale e molti hanno preso stufette elettriche,
griglie a benzina o altre soluzioni che comunque costano meno del
gasolio anche se si bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie
stufe a legna, a volte perfino con tragiche consequenze.
Ora
si sta cominciando a capire che poi non erano così pittoreschi i
villaggi di una volta quando usavano i sistemi tradizionali per
riscaldare le case. Ci stiamo rendendo conto che a confronto il gasolio
è maledettamente più ecologico se paragonato ai fumi di quello che si
brucia in un camino o in una stufa. Forse fa male, ma la gente brucia
mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe vecchie ,
pur di riscaldarsi, quando ha veramente freddo e tutto questo rende
ancora più dannoso il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori
città. SKAI TV di Atene ha detto che:
"Un
gruppo di scienziati di sette centri di ricerca entro il 10 febbraio
dovranno analizzare lo smog in diverse città per valutare l'impatto
ambientale di un maggior uso di camini e stufe a legna. Gli scienziati,
insieme al Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione,
hanno verificato che bruciare legna in casa provoca un inquinamento
dell'aria 30 volte maggiore rispetto all'utilizzo di combustibili
bruciati in caldaie con manutenzione controllata. Hanno scoperto anche
che le concentrazioni di particolato di fumo da legna nell’atmosfera è
aumentato del 200% da dicembre 2010 a dicembre 2012, e di notte ancora
di più. Il Centro di Controllo è preoccupato perché l’aumento
dell'inquinamento dell'aria può provocare problemi respiratori e
allergie che aggravandosi arrecano danni al sistema neurologico e
riproduttivo.”
Il
prezzo della legna da ardere, naturalmente, è raddoppiato rispetto
all’anno scorso e l'incentivo ad abbattere gli alberi di foreste e
parchi è grande, tanto che sia i parchi che le riserve naturali hanno
già subito gravi perdite. Per effetto delle rigide temperature
invernali, questa tendenza si sta assestando un duro colpo all'ambiente e
le colline diventano sempre più spoglie mentre nuvole di smog si
sprigionano dagli incendi che avvelenano l'aria di Atene e delle altre
città con tutti i rischi che possono provocare sulla salute pubblica.
Il
Ministero dell'Ambiente ha dichiarato che il numero di casi di
disboscamento illegale è aumentato a dismisura nel 2012, come
documentano le oltre 3.000 denunce e il sequestro di 13 mila tonnellate
di alberi tagliati illegalmente. Un disboscamento così esteso in Grecia
avvenne solo durante la brutale occupazione nazista del 1940, a questo
punto hanno portato i cinque anni di recessione e le drastiche misure di
austerità messe in atto.
I
distributori di carburante protestano per un calo delle vendite del
75-80% nell'ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011, e come logica
conseguenza c'è stato anche un crollo delle entrate fiscali per 400
milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per
riscaldamento.
Il
Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore di economia,
banchiere ed ex capo della IOBE, l’Associazione Economica degli
industriali greci , è stato comunque irremovibile, pur avendo un quadro
della situazione economica dello stato molto chiaro, continua a negare
l’agghiacciante evidenza che appare chiara a qualsiasi cittadino del
paese: rifiuta ancora qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere,
ma consiglia di "essere pazienti per un altro anno" e di aspettare che
il freddo passi. Geniale davvero!
Ma
poi ha anche detto che il crollo delle entrate sui carburanti per
riscaldamento è dovuto all’”accumulo fatto lo scorso anno", senza dare
importanza al calo delle vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo
credo economico non gli consente di prendere atto di alcuni effetti
collaterali, ad esempio sulla salute, sui rischi di incendio e sul
taglio illegale dei boschi. La troika sembra comunque soddisfatta dei
risultati che ha ottenuto – quindi , come si permettono le vittime
delle sue scelte politiche di non essere d’accordo e protestare? (Ci
sarebbe da dire che le richieste della troika volevano portare le tasse
su carburante da riscaldamento e trasporti allo stesso livello, per
evitare frodi, ma non indicavano esattamente a quale livello - e
Stournaras, forse per non chiedere ai professori di Bruxelles, ha scelto
il più alto). Per le persone che adesso consumano più energia
elettrica per il riscaldamento, c’è anche la possibilità di godersi
anche un pizzico dell'effetto della "liberalizzazione del settore
dell'energia", tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le
bollette hanno subito un aumento del 9% (di più per i piccoli consumi,
di meno per i consumi maggiori! ), in attesa dell’aumento del 20%, che
dovrebbe essere approvato entro quest'anno .
Intanto
le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno
tagliando gas e luce a 30.000 utenti che non possono pagare le
bollette! In pratica in Grecia da 300 a 500 mila famiglie vivono già
letteralmente al buio.
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